Appendino (molto sola) e Beppe Sala, tiepidi sulle elezioni

Tutti e due pensano che l’asse Torino Milano vada preservato. Entrambi ritengono che la questione delle città metropolitane vada risolto. E sempre i due sindaci , con accenti diversi, sono tiepidi sull’idea di andare al voto. Solo che,  mentre il primo cittadino milanese esplicitamente manifesta le sue perplessità, a cagione del voto su Ema che sarà  in Ottobre, cui non gioverebbe la campagna elettorale,anche la sindaca torinese non sembra essere molto persuasa.  Sostiene “necessario dare una guida al Paese” ma in nessun momento mai afferma “bisogna andare al voto a settembre o a Ottobre”.

Entrambi scelgono di non commentare le dichiarazioni di Berlusconi sulla soglia dell’8% nella nuova legge elettorale. Entrambi però sorridono, e Sala è  molto a suo agio con il sindaco Cinque Stelle “abbiamo molte cose in comune” – dice.

Una cosa colpisce molto ad un occhio abituato al linguaggio della politica. Durante l’intera mattinata non si presenta nessun consigliere Cinque Stelle. Né del Comune e neppure della Regione. Il sindaco Appendino lascia Palazzo Marino, accompagnata dal suo staff senza che nessuno si degni di venire a salutare l’unico sindaco Cinque Stelle cui non è  stata mossa una critica o che non è  finita nel tritacarne mediatico. Nel linguaggio della politica, questo freddo distacco vuol dire qualcosa

Mito invece, la rassegna musicale presentata conl’occasione, presenta i suoi gioielli. Per esempio la Nona di Beethoven, per esempio il fatto che 69 concerti su circa 140 saranno gratis. E che uno di loro sarà suonato a Settimo Torinese con il M°Accardo.

Ecco l’intervista ad entrambi i sindaci

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