Emodializzati: quando il bisogno incontra la politica

È  stato un momento molto bello. Di politica vera. Come non se ne vede spesso.

Partiamo dai fatti: Venerdi 30 Giugno 2017. L ‘Associazione degli Emodializzati  decide di manifestare proprio nell’area antistante Palazzo Lombardia a Milano. Il Palazzo della Regione. Chiedono di poter avere la possibilità di essere accompagnati prima e dopo la dialisi. Chi l’ha vissuta, capisce. Si rimane attaccati per quattro cinque ore ad una macchina e si termina, sfiniti. La dialisi è  fatta tre volte la settimana. Di giorno, di pomeriggio o di notte. Si viene sfibrati. Poter essere accompagnati per molti diventa un’assoluta necessità. Nell’ultimo anno almeno, gli Emodializzati denunciano di essere stati abbandonati. Nelle interviste che vi propongo con loro, raccontano di frequenti casi in cui sono stati dimenticati in ospedale. In almeno una circostanza, sono stati gli stessi medici a fare poi loro da autisti riaccompagmadoli a casa. È accaduto all’Ospedale di Brescia.

Mentre li sto intervistando riconosco, di spalle, proprio davanti all’ingresso N 1 del Palazzo, Carlo Borghetti. È  un consigliere regionale del PD.  E siede come consigliere d’opposizione in Commissione Sanità. Lo indico ai pazienti che sono presenti. Il Presidente dell’Aned, Giuseppe Vanacore, che Borghetti non sa chi sia, gli va incontro. E lo invita ad ascoltare i loro problemi. Racconto il fatto perché  pochi minuti dopo arriva l’Assessore alla Sanità, Giulio Gallera. E quando vede Borghetti, pensa subito male. Nelle immagini che potete vedere qui sotto, c’è il momento esatto in cui i due s’incontrano e Gallera s’incazza. Non sa che Borghetti non c’entra davvero nulla. Se lui è lì è per “colpa” mia.

Di qui ha inizio un momento di ascolto e dialogo tra le parti.

Mi colpiscono due cose. Il fatto che Borghetti e Gallera parlino con i pazienti ascoltando i problemi ed individuando subito il vulnus: il sistema degli appalti al massimo ribasso, che nel caso del trasporto dei malati non viene inserita come ‘voce’ di spesa sanitaria. Dunque se per una siringa si può  arrivare ad avere un costo standard a parità di (ottima) qualità, così non è  nel caso del trasporto malati. Il che significa che in alcuni casi il trasporto deficita  o salta addirittura lasciando a piedi persone che non sono talora in grado di reggersi in piedi.

Mi colpisce anche che l’Assessore, comprendendo il disagio, faccia subito arrivare il direttore Generale e convochi un’immediata riunione in Areu per aiutare seduta stante i malati. E che nel frattempo ripeta due volte: “Mi scuso per il ritardo, so che avete chiamato in segreteria;  ci stavamo occupando del problema, anche se non riusciamo sempre a stare dietro a tutto nei tempi che vorremmo”. E qui mi sento  di dire – rompendo il patto che vuole che il giornalista racconti i fatti e mai le sue opinioni – che Gallera è Assessore alla Sanità  da un anno, dopo l’arresto di Mario Mantovani che l’ha preceduto. Che fa l’Assessore di un territorio di una nazione grande come la Svizzera. E che essere responsabile della Salute di 10 milioni di persone, non è la stessa cosa che fare il Sindaco di una città  di mille anime, per quanto ugualmente importante. Essere sceso, aver ascoltato e proposto un incontro tempestivo, ha un grande valore.  Gallera discute e ascolta. Ascolta i pazienti e concorda con Carlo Borghetti su di un punto: proprio sulla questione del massimo ribasso. E anche qui sottolineo come lo stesso Carlo Borghetti, noto per essere laureato in Ingegneria e per aver fatto 10 anni di conservatorio, uno che in altri tempi si sarebbe definito un “secchione”,  con l’Assessore non polemizza mai, non specula sulle difficoltà dei presenti. Ma individua insieme a Gallera l’entità  della criticità e uno spunto di soluzione. Uno è  del PD, l’altro governa ed è  di Forza Italia. Due diverse visioni, ma quando si ragiona, quando la politica diventa quella cosa che aiuta chi ha bisogno, prima di tutto i cittadini, allora le convergenze sono possibili. Allora fare politica può  diventare capacità di collaborare. Senza doversi rinchiudere nei propri recinti.

A chiudere sono le parole di Giuseppe Vanacore, Presidente Aned, a conferma che saper dialogare è il miglior modo di fare politica. Se ne vanno e mi ringraziano: “Se non c’era lei…”

Già. In realtà non ho fatto altro che il mio lavoro. Da solo. Anche se la manifestazione  era segnalata sulle agenzie, infatti, i malati di dialisi non se li è filati nessuno. È il modo di fare informazione in Italia. Gli Emodializzati? Ma chissenefrega.

Giuseppe Vanacore presidente Aned: il primo contatto con i malati

Le altre testimonianze

Donatella Crespi, Antonio Guarini, Fabio Frigerio

MariellaScagliusi segretario regionale Aned

Carlo Borghetti PD e Giulio Gallera Assessore Sanità  di Forza Italia incontrano i pazienti e cominciano a dialogare tra loro ( qui c’è la parte in cui Gallera all’inizio s’incazza)

Il dialogo continua tra Gallera e i pazienti e tra i due stessi uomini politici ( è  il momento più  significativo)

L’assessore individua subito una sala di fronte presso l’Areu dove incontrare subito i pazienti e ci chiede durante un’intervista che gli faccio, di tornare tutti lì  il prossimo 30 Luglio

A chiudere sento anche il consigliere PD con cui parlo di appalti al massimo ribasso

 

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