Gori: “Recuperare il rapporto centro-periferia attraverso il lavoro”

Non è uno che alza la voce. Ha modi gentili, quasi anglosassoni. Se lo incontri per strada, capace che ti porta al bar a prendere un caffè. Se lo contraddici, ti sta ad ascoltare.

Giorgio Gori è un diesel. Parte piano, poi però acquisisce l’andatura del runner. E comincia a macinare chilometri. È noto per essere uno che batte il territorio palmo a palmo. Se immaginate di trovarvelo in qualche convention lussuosissima, più facile che lo incrociate in qualche coworking oppure in qualche think-Tank a parlare di politica. A Milano in Via Marco Polo, Gori ha posto la questione delle questioni: come fa il centrosinistra lombardo a recuperare quello scarto di voti che lo vede sconfitto da 23 anni, in quelle province lontane da Milano, in cui la cultura del centrosinistra non convince? Il candidato in pectore  ( superate le primarie che dovrebbero tenersi, ma tutto sembra essere ancora in bilico, malgrado Mdp le abbia ufficialmente pretese) va al cuore del problema e dice: “La questione che potrà accorciare le distanze e permettere quel recupero di voti, è data dal lavoro.” Se riusciremo a infondere anche nella provincia un’idea di società e di lavoro possibile, una società 4.0, diversa da quella fin qui proposta, allora si può diventare competitivi. Le truppe di Gori marciano silenziosamente. Come una foresta. Crescono anche se lo fanno nell’ombra. Maroni ha detto che vincerà con più  del 50% dei consensi. Sarà comunque battaglia sul campo. Battaglia vera.

All’incontro era presente anche Piero Bassetti. È  stata l’occasione per chiedergli se – come ha annunciato il Governatore Maroni – andrà  a Roma a negoziare le condizioni per l’autonomia lombarda. Ecco la sua risposta.

 

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