Gori,cento tappe per vincere

“Guarda che Giorgio Gori è un maratoneta. Sembra che vada piano, invece è un passista. Non si ferma mai e quando pensi di averlo alle spalle, ti sta davanti senza che te ne sia accorto. È accaduta la stessa cosa quando si candidò sindaco”

A sentire chi lo conosce bene, l’attuale primo cittadino di Bergamo e candidato alla presidenza della Lombardia nel 2018, è uno che – dismessi i panni dell’imprenditore – non ha tuttavia smesso di andare di corsa. E soprattutto è uno piuttosto competitivo. Gioca per vincere. L’attitudine a passare per il marito di Cristina Parodi gli fa scudo: con la simpatia del modesto ragazzo di provincia fa sembrare la sua presenza quasi leggera, impermeabile. Quando però decide di giocarsela, a vedere il suo cronoprogramma elettorale, il ragazzo non si risparmia. Per la cronaca: oggi ha presentato le 100 tappe che ha intenzione di percorrere per andare “soprattutto dove abbiamo perso e perso male, cinque anni fa”. Distribuisce una cartella a  testa con sopra scritto i nomi delle principali cittadine dove Umberto Ambrosoli  prese anche venti punti di distacco. “Voglio andare a parlare con la gente”, dice Gori. E quindi Clusone e Valcavallina, bergamasco. Breno Orzinuovi Sirmione e Rovato, bresciano. Cantù e Bellagio, feudi leghisti.

Il primo cittadino di Bergamo ha indossato le scarpe da corsa. Sorriso smagliante e idee chiare.

Parte dal referendum sull’autonomia: “Dopo il 22 Ottobre Maroni aveva detto che mi avrebbe chiamato per andare insieme a Roma. Tuttavia, non l’ho mai sentito”

Attacca sul residuo fiscale: ” che non c’è  mai stato,  noi avremo semmai solo delle competenze su alcune materie per cui avremo gli stessi soldi che oggi lo Stato già ci versa”

Attacca sui trasporti: “Abbiamo da una parte l’alta velocità e il trasporto su ferro locale rimasto al secolo scorso”

In queste brevi clip il Gori pensiero. Dalle tappe in Lombardia a parlare con chi ha smesso di votare o non ha mai votato il centrosinistra, a quelle in cui risponde al tema di giornata: come si governa il rapporto con la sinistra di Pietro Grasso. Anche qui idee chiare: “Qui non si possono fare alleanze dopo il voto. O ci si allea prima o vince Salvini”.

Palla nel campo avversario, in attesa di risposte.

Le tappe a partire da dove il centrosinistra ha perso

I temi: il lavoro, i trasporti

Questione autonomia, questione rapporti con la sinistra

Questione trasporti: dove trovare le risorse

 

 

 

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