In Piazza per chiedere Inps e Inail per i Riders

Luca Stanzione Segretario Generale della Filt- Cgil lo chiede a gran voce: “il 15 Giugno saremo davanti alla Prefettura di Milano per chiedere che ai Riders siano riconosciuti Inps e Inail.”

“Significa garantire protezione  in caso d’infortunio e soprattutto il diritto alla previdenza, il cosiddetto diritto alla malattia che oggi non hanno. Chiediamo l’applicazione del giusto reddito che è garantito dal contratto nazionale. Il salario minimo sganciato dalla contrattazione non risolve molti problemi. Vorremmo che la contrattazione tornasse al centro di una iniziativa legislativa.”

Parole accorate che hanno un destinatario preciso: il Governo. L’obiettivo – questo l’umore che da tempo serpeggia non solo nella Cgil – è che il sindacato come istituzione venga considerata un ferro vecchio, un arnese desueto cui dare l’ostracismo nel nome della contemporaneità e della modernità produttiva. In realtà – lo dicono ancora i sindacati – la lotta deve essere condotta con la consapevolezza che le elite dominanti – di cui é parte la classe politica che governa – abbiano come obiettivo di togliere la voce ai lavoratori zavorrandoli con un processo all’incontrario: meno diritti e più lavoro malpagato, privo di tutele. Nel nome del libero mercato. Unica opposizione quella del blocco sindacale, in modo particolare proprio della Confederazione generale dei Lavoratori. Per questo ha particolare significato la manifestazione d’interesse verso i Riders “cui si vogliono offrire condizioni salariali diverse e migliori, con il reddito di cittadinanza.” Il salario non è la sola cosa che conta”.

Ci sono diritti inalienabili come la tutela della salute, ad esempio. È l’idea del capitalismo che riconduce tutto al danaro. I diritti mettono al centro la persona. Non i soldi. È  la differenza tra il capitalismo e il socialismo.

 

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