“LeU rischia di consegnare la Lombardia ai fascisti”

Il sorriso è quello di sempre: solare. Chiara Cremonesi, Lombardia progressista, se possibile lo dilata ulteriormente. La sinistra, nazionale e lombarda, nella sua continua scissione e nella costituzione di suoi nuovi segmenti ha confuso anche me.  Così mentre la intervisto – lei che per un anno ho incrociato in Consiglio Regionale seduta accanto ai colleghi di Patto Civico ma in realtà esponente di Sel –  ho creduto avesse aderito a Liberi e Uguali come ha fatto un altro importante consigliere che di LeU è  diventato il candidato Governatore: Onorio Rosati, ex Cgil. In questo complesso labirinto di sigle mi sono sbagliato a darle la corretta collocazione: ragione per cui quando la incontro durante la manifestazione antifascista tenutasi a Milano dopo la sparatoria di Macerata contro i migranti, le domando se non si senta in imbarazzo a stare dentro una formazione politica la cui affermazione pregiudicherà la vittoria di Giorgio Gori, consegnando per altri cinque anni il Pirellone al centrodestra. Proprio il sorriso sarà il prologo ad un’ermeneutica fin troppo trasparente di cosa Lombardia progressista pensi della scelta dei compagni di LeU: “Rischiano di consegnare il Pirellone ai fascisti”. Una posizione netta ed intransigente. Condizione che apre uno squarcio sui rapporti interni alla galassia lombarda di sinistra e che fa luce su quelli che sono gli assetti tra i suoi principali  stakeholder, nella più importante delle regioni italiane. “La risposta al fascismo che torna deve essere unitaria, portando più gente possibile in piazza”

Tanto più, conviene Chiara Cremonesi, occorrerebbe esserlo al momento del voto. I compagni di LeU non la pensano in questo modo avendo una personalissima esegesi della figura di Giorgio Gori. Considerato in continuità con Formigoni e Maroni. Insomma: uno non di sinistra. Serpeggia a sinistra la voglia d’indicare, a quanti non si schierano dalla parte dell’alleanza tra Pd e la Lista Gori, il voto disgiunto il prossimo 4 Marzo sulla scheda verde. Croce su Gori e poi preferenza per un candidato di LeU per chi volesse sostenere Liberi e Uguali. Nessuno lo dice. Molti lo pensano e lo affermano a bassa voce.

Ecco cosa mi ha detto al microfono Chiara Cremonesi

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