Lombardia, 161 treni nuovi a carico di Trenitalia, ma se possono andare non si sa

Ve lo ricordate? Probabilmente, no. E allora riepiloghiamo. Campagna elettorale del 2018 in Regione Lombardia. Bobo Maroni, allora Governatore, dati i lunghi e costanti disagi nel trasporto locale presenta un mega progetto da 1,6 miliardi di Euro. Con quei soldi – dice – entro il 2025 sarà pronta una flotta di 161 nuovi treni regionali. Passano pochi mesi. 28 Maggio 2018, quasi tre mesi dopo il voto. Trenitalia annuncia un progetto per costruire 161 treni per una cifra pari a 1.6 miliardi. Quando si dice il caso. Allora Regione e Trenitalia fanno entrambi la stessa cosa? Le due cifre si possono sommare? Neanche per niente. Trenitalia propone alla Regione di subentrare nell’affare. Possiede al 50% Ferrovie Nord e quindi chiede l’1% a Regione Lombardia. Obiettivo: nominare la Governance e l’amministratore delegato della nuova società delegando alla Regione solo compiti di controllo. Che tenuto conto di come l’ha fin qui salvaguardata, vuol dire probabilmente avere mani libere. Del resto Fontana nei suoi primi giorni da Governatore l’aveva detto: vedremo cosa fare, anche dare in mano a Trenitalia la gestione di Fnm

Detto, fatto. Oggi Orazio Iacono Ad di Trenitalia ha presentato i nuovi modelli di treni ( uno si chiama Pop, l’altro Rock) modernamente attrezzati. Con telecamere di sorveglianza, visori interni per verificare le stazioni di arrivo, la velocità di percorso e se il treno arriva in orario. Con l’ambizione di diminuire i ritardi del 50% e avere una customer  satisfaction al 85%. Tutti numeri che devono ancora essere confermati, a partire dalle linee guida del progetto e dalla disponibilità di Regione Lombardia di lasciare a Trenitalia la Governance. I treni sono bellissimi. Sedili comodi, la possibilità  di poter far salire le biciclette. Il treno Rock sarà  su due piani.  Una semplice domanda però è  stata sufficiente per rompere l’idillio con la stampa.

“Scusate, siete in procinto di costruire 161 treni nuovi. I primi 10 consegnati nella seconda parte del 2019, altri 70 nel 2020 e l’intera flotta nel 2022 ( così poi votandosi nel 2023 in Regione Lombardia, la conferma del centrodestra dovrebbe essere una passeggiata) ma le rotaie e i binari chi li controlla? C’è un organo collegiale di controllo che verifichi che quello che voi consegnate possa poi funzionare una volta su rotaia?”

Risposta: “Noi siamo Trenitalia e ci occupiamo di fare i treni. Le infrastrutture sono di competenza di RFI.”

Fine dei giochi.

Così se esista un organo di controllo non è  possibile sapere. Se qualcuno in Trenitalia verifichi che i binari ci siano e siano in grado di funzionare bene rispetto alla nuova dote di convogli, neppure questo è dato di sapere. Insomma: beccatevi questi treni, noi la nostra parte l’abbiamo fatta. Noi andiamo da A a B. Di C dovete chiedere ad altri. “Sono cose che non ci riguardano.”

Si, Trenitalia fa proprio gli interessi dei cittadini. Come no.

La presentazione degli obiettivi di Trenitalia e dei nuovi treni regionali: Pop e Rock

L’intervista con Orazio Iacono Ad di Trenitalia

 

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