Parkimed, i cento milioni di Euro e i privati da ascoltare

Settembre 1982. L’Italia ha appena vinto, l’11 Luglio, il campionato del mondo di calcio. L’anno dopo Bettino Craxi sarebbe diventato Presidente del Consiglio. Il muro di Berlino non era ancora caduto e il Partito Comunista era all’opposizione di un pentapartito.

A Milano la famiglia Mascheroni,imprenditori lombardi di quelli abituati al sacrificio personale e che si spendono in una città in forte crescita,  decidono di investire in un progetto. La costruzione del più grande parcheggio delle città ( oltre 900 posti) in Via Vittor Pisani. Costo dell’operazione: 12 miliardi di vecchie lire. Quattro li mette la famiglia, otto sono versati attraverso un mutuo stipulato alla Cariplo. Le rate sono pagate dal Comune e restituite dal concessionario attraverso il pagamento di un canone mensile. A bilancio positivo Parkimed, società  concessionaria, al netto del dovuto al Comune, avrebbe trattenuto gli utili. In caso di saldo negativo, sarebbe intervenuto Palazzo Marino a ripianare, secondo quanto risulterebbe dagli accordi sottoscritti. Precondizione: il parcheggio deve essere l’unico in un’area di almeno 300 metri. In una vicenda intricatissima e tipicamente italiana accadono di seguito una serie di fatti. In sintesi: il parcheggio, è concluso in ritardo. Tutto intorno alla zona vengono costruiti altri parcheggi, “in deroga a quanto concordato”. Risultato:  la famiglia Mascheroni non regge l’onere. Agisce però contro il Comune per chiedere la restituzione di quanto ritengono dovuto, alla luce dei mancati introiti. Sono passati 35 anni. E il contenzioso non s’è ancora chiuso. La cifra calcolata che il Comune dovrebbe restituire alla famiglia è  di 100 milioni di Euro. Parkimed Srl infatti dal 1996 al 2017 denuncia di aver incassato molto poco e il buco, a bilancio, dovrebbe essere risanato dal Comune. Ma quel buco ammonta appunto – oggi – a 57 milioni di Euro più interessi. La settima sezione del tribunale aveva in un primo momento respinto il ricorso della famiglia Mascheroni. Con l’intervento di Parkimed e la decisione del Tar, invece, i quasi 100 milioni ( 57 più  gli interessi) potrebbero dover essere sborsati dal Comune, sebbene il Comune si dica tranquillo di risolvere il problema ( che dura ormai da 35 anni)

Per farci spiegare come si è generata questa assurda situazione, e i diversi passaggi temporali di un procedimento i cui fascicoli hanno raggiunto i tre metri di altezza verticale, abbiamo interpellato il legale di parte, l’avvocato Alberto Scoppola. Il Tar nei giorni scorsi, infatti, ha riconosciuto la liceità della richiesta di decreto ingiuntivo intentato da Parkimed al Comune per il mancato pagamento dei bilanci dal 1996 al 2017, che potrebbe comportare l’obbligo per il Comune di dover sborsare oltre 57 milioni di Euro

 

 

 

Come chiudere il contenzioso. Ecco in  breve una pillola con le richieste che la famiglia Mascheroni, attraverso il proprio legale, fa al Comune di Milano e per cui si rivolge a Beppe Sala per  avere un incontro

 

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