PRneabbiamo: la meglio gioventù che ce la fa

A capo di un’idea d’impresa ci sono Gerardo Capozzi  e Massimo Bolla. Quest’ultimo ha un’azienda di formazione che aiuta gli imprenditori a farsi finanziare dal sistema del credito.  Gerardo di professione, invece,fa l’agente immobiliare. Per passione, confeziona trasmissioni su Facebook per raccontare la vita dell’agente. Tutto nasce da lì. Dall’Intuizione di spiegare cosa e come deve comportarsi un agente sul lavoro. Il salto è stato breve. Conosce Lele Mora, che sta ricostruendo un’immagine lesa da vicende giudiziarie, e da quel momento parte l’idea di PRneabbiamo. L’idea cioè di mettere insieme domanda ed offerta. La domanda è quella di imparare i trucchi per entrare nel circuito della comunicazione giusta, per tutti quei giovani ragazzi che si stanno lanciando in un’attività d’impresa. L’offerta è  quella di far approdare sul tavolo della vita di questi giovani coraggiosi,  la competenza di chi già da anni veleggia su questi mercati. Già battuti da pirati e da aspiranti briganti in cui qualche Ghino di Tacco può facilmente nuocere all’ingenuo entusiasmo di chi si lancia nel proporre la propria merce. Gerardo ormai lo fa da diversi mesi, via web. Diffonde il suo progetto, lo alimenta con pillole di saggezza e chiude il cerchio con incontri mirati in un ristorante milanese vicino la Centrale. Si alternano al microfono protagonisti della comunicazione e decine di aspiranti imprenditori in cerca di un mercato, di una rotta da tracciare prima, e da seguire poi. In una serata mi sono imbattuto in uno stormo di giovani pirati dell’impresa. E molti di loro sono donne. Coraggiose. Ambiziose. Sognatrici. Il segnale di un Paese che ha voglia di  voltare pagina. Che si è  messa alle spalle l’idea del posto fisso e che ha fatto di necessità, virtù. Così c’è  la giovane imprenditrice che aprirà a New York l’Italian  Dream Food, l’idea cioè  di far girare dei furgoncini  che propongano il miglior cibo italiano. C’è  la ragazza che si occupa a Biella di rilegare  libri antichi, c’è il Womanlab che è una piattaforma in cui le donne sostengono altre donne che hanno perso il lavoro. E ci sono anche tanti giovani uomini che lavorano nel brand content, nel mondo del fashion, che investono in paesi in forte sviluppo o che cercano di  creare un mercato per i  condizionatori d’aria. Nessuna rassegnazione tra loro. Semmai, una massiccia dose di ottimismo. Tanta buona volontà, disponibilità  al sacrificio, e determinazione da vendere. Niente a che vedere con certi bamboccioni ultrasessantenni che siedono a Montecitorio o a Palazzo Madama. “Che, amico caro, te lo dico: fatti li cazzi tua” e pensano ad incassare il vitalizio. Qui c’è la parte migliore di una gioventù invecchiata precocemente. Che ancora sogna. Una generazione che investe su sé stessa. “Che non ha più  santi, nè eroi. E siamo solo…”

Gerardo Capozzi

 

Serena De Pasquale

Cristina Fiore

Silvia Galati e i corsi di Formazione

Massimo Defuria e Fabio Raffaeli

Womanlab Roberta Andreoni

 

 

 

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