Steflor, quando a pagare sono i lavoratori

“La prossima settimana parleremo del caso Steflor avendo deciso di udire la parti”.

Seguo la commissione attività produttive in Regione Lombardia da diversi mesi ma non  avevo mai sentito questo nome. Steflor? E cos’è, mi sono domandato. È  un’azienda florovivaistica di Stefano Busatti che da anni ha la sua sede a Paderno Dugnano. Poi nel 2014 fa richiesta per aprire lungo la Statale Padana superiore, alle porte di Milano, un altro sito nel Comune di Vimodrone. Istanza rigettata. Poi nel 2016 fa ancora richiesta allo stesso Comune per essere autorizzato ad aprire un altro showroom. Questa volta ottiene le autorizzazioni. Poi, nello svolgimento dei lavori, le autorità comunali preposte al controllo riscontrano delle irregolarità urbanistiche. Busatti viene fermato e il cantiere chiuso. Da allora, due immediate conseguenze: l’esposizione bancaria dell’imprenditore volge al peggio essendo rimasto a secco di possibili introiti.  E le persone che avrebbero dovuto lavorarci perdono la possibilità di avere un lavoro e di costruirsi un futuro. Niente più  sogni di uno stipendio e di una casa. Si torna alla precarietà. Ne nasce una querelle tra le parti in causa. Busatti accusa la burocrazia. Il Comune si difende dalle accuse con un lungo comunicato che pubblico appena sotto. In Commissione  incontro Marco Tizzoni della Lista Maroni che mi racconta la storia dell’imprenditore. Per correttezza d’informazione riporto quindi le dichiarazioni video del consigliere; e poi quelle scritte  e pubblicate dal Comune, alla stampa.

Eccole:

Il fenomeno collettivo, sempre più diffuso, di affrontare sui social  vicende giudiziarie complesse,  accentua in modo abissale la distanza tra l’accertamento dei fatti e la semplificazione mediatica degli stessi, dando al pubblico l’emozionante illusione di poter basare le loro valutazioni su dati certi e su questi attribuire responsabilità ed emettere frettolose sentenze.
Come Amministrazione Comunale di Vimodrone, in questi anni, abbiamo sempre operato avendo come “bussola” di riferimento, nel momento di compiere delle scelte, il rispetto del principio di legalità, vale a dire il rigoroso rispetto della legge e questo non solo perché  tutti gli organi dello Stato sono tenuti ad agire secondo la legge, ma perché fermamente convinti che la legalità ha come fine quello di indicarci diritti e doveri, garantendo a tutti i cittadini pari opportunità,  per farci vivere in maniera civile.
Per queste ragioni respingiamo qualsiasi tentativo di banalizzare la vicenda Steflor, cercando di improvvisare frettolosi processi mediatici, forse propedeutici ad esercitare indebite pressioni ma non a chiarire i fatti ed ad accertare responsabilità. Per quanto ci riguarda, esiste solo una modalità e un luogo capace di garantire in eguale misura tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda: la dialettica processuale che si svolge nelle aule giudiziarie e che si fonda sul contraddittorio quale miglior strumento di accertamento dei fatti,  condotto lontano dai riflettori, alla sola luce delle prove raccolte e vagliate nel processo, e su quelle la magistratura sarà chiamata a valutare e giudicare. Più nello specifico e nel rispetto del procedimento penale in corso, ribadiamo:

  1. Le autorizzazioni e i permessi rilasciati dal Comune di Vimodrone all’impresa agricola Steflor, hanno tenuto conto delle prerogative che la legge riserva all’imprenditore agricolo e di conseguenza le opere e le attività svolte in luogo dovevano e devono essere ricondotte ad attività orto florovivaistiche;
  2. gli accertamenti della Polizia Locale, nell’ambito dell’attività di vigilanza edilizia,  hanno evidenziato sin dall’ottobre 2016, uno scarto tra quanto autorizzato e quanto realizzato in luogo dall’impresa agricola Steflor. L’ ipotesi di reato di natura edilizia, è stata puntualmente contestata, nella forma di legge prevista, all’impresa Steflor  e puntuale trasmessa, come  “Notizia di reato” all’Autorità Giudiziaria competente;
  3. dall’ottobre 2016 ad aprile 2017, la Polizia Locale ha riscontrato ulteriori problematiche sia di natura edilizia, che di natura commerciale. Quelle di natura edilizia, configurandosi come reato hanno integrato il fascicolo già aperto presso la Procura della Repubblica di Monza, quelle commerciali, essendo di natura amministrativa, oltre alla sanzione pecuniaria hanno prodotto, come tassativamente previsto dalla normativa vigente, l’emissione di ulteriori provvedimenti restrittivi da parte dei competenti uffici del Comune di Vimodrone;
  4. nel mese di aprile 2017 considerato che nell’area posta tra la via Padana Superiore e la via Pio La Torre, nella disponibilità dell’impresa agricola Steflor, erano in corso ulteriori interventi edilizi non autorizzati, la Polizia Giudiziaria – Dipartimento ambiente ed edilizia – della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza, congiuntamente alla Polizia Locale, hanno proceduto al sequestro preventivo d’urgenza ai sensi dell’art, 321 Codice di Procedura Penale delle aree oggetto di lavori senza autorizzazione, sequestro convalidato dal Giudice delle Indagini Preliminari.

Qui vi propongo invece le dichiarazioni del consigliere Tizzoni della Lista Maroni

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